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Bisogni o desideri?

Quando pensiamo a queste due parole spesso crediamo si parli della stessa cosa ma non è così.

Quando parliamo di Desideri, ricordiamoci l’origine etimologica - DE-SIDERA - cioè mancanza (DE) di stelle (SIDERA). I desideri sono qualcosa di estremamente magico, parliamo di qualcosa che sta nel cosmo e che attraverso la nostra profonda connessione con esso, i desideri si possono realizzare e manifestare.

Dunque noi siamo autori della realizzazione dei nostri desideri, possiamo scrivere la nostra storia e far sì che la nostra vita sia proprio come vogliamo che sia. Tessere la nostra tela come un meticoloso “ragnetto” che con pazienza e creatività disegna la sua tela, annoda il suo filo per creare il suo mandala.

Desidera significa tendere a qualcosa di ancestrale, alto, come lo è il cielo stellato. Il solo atto di tendere a qualcosa di tanto “regale” crea in noi una vibrazione energetica alta, ci dà fiducia che facciamo parte del tutto e il tutto fa parte di noi.

Nelle pagine però di questo nostro tempo spesso si parla invece di bisogni facendoci credere essi siano desideri. Ma non è così.

Il bisogno soddisfa un’esigenza più concreta, spesso legata al corpo o comunque vicino al corpo. Esistono i bisogni primari come il bisogno di mangiare, di bere, di muoversi oppure quelli secondari legati al bisogno di avere degli oggetti come una casa, un lavoro.

Il bisogno vive un ciclo, in cui c’è la fase di nascita, la fase dove il bisogno si esprime e la fase finale in cui il bisogno “scompare” perchè è stato soddisfatto.

Per il desiderio, invece il cammino potrebbe essere ipoteticamente infinito, perché il desiderio ci mette in movimento, psicologicamente, emozionalmente e spiritualmente verso la nostra vita ideale.

E se avete mai sperimentato la tecnica di Igor Sibaldi “101 desideri” vi sarete resi conto di quanto sia impegnativo anche solo identificare i nostri desideri e ancor di più lo è far sì che si realizzino. Il processo di de-siderare ci richiede una profonda trasformazione, disciplina e costanza nel percorrere il nostro cammino di realizzazione. Dobbiamo connetterci con la nostra mancanza, illuminarla e poi trovare la strada per trasformarla in qualcosa che c'è, che esiste, che brilla.

Dunque ogni tanto chiediti di che cosa hai bisogno ma cosa veramente desideri rimanendo ben consapevole che entrambe queste dimensioni devono far parte della tua vita.


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