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Shiatsu e Hara - partiamo dal centro




Con Hara viene indicata nella medicina orientale quella zona del corpo che comprende tutti gli organi presenti nel nostro addome.

Energeticamente corrisponde al nostro centro vitale a cui è buona pratica rimanere connessi per sentirci in equilibrio. In Hara risiede il nostro KI originario, tutta la nostra forza vitale.

Il trattamento Shiatsu inizia proprio mettendo in contatto l’Hara dell’operatore – Shatsuka – e l’Hara del ricevente – Uke. Ovviamente questo è un contatto di tipo energetico non fisico. Dopo aver stabilito questa importante connessione il trattamento può aver inizio con “la valutazione energetica di Hara”. Con specifiche e delicate pressioni l’operatore contatta i vari organi del ricevente e percepisce da essi la loro qualità energetica e solo da quel momento può decidere che tipo di percorso intraprendere con il ricevente.


Hara però non è solo una zona del corpo ma caratterizza un modo di agire, di muoversi, di definire come vogliamo relazionarci con le altre persone perché crea una centratura, una morbidezza e una fluidità in ogni cosa che facciamo.


Agire con Hara è un modo che si colloca oltre le parole e oltre la mente razionale e che l’altra persona però riesce a cogliere molto bene. A volte, in quella stessa persona, capita di leggere addirittura un moto di stupore. Forse perché l’atteggiamento con il quale ci proponiamo non è troppo usuale nella vita di relazione soprattutto in Occidente e l’altro ne rimane quasi turbato.

Nell’ambito della pratica dello Shiatsu, questo modo di essere corrisponde a quel qualcosa in più che possiamo sentire in una pressione e che la riempie di quella qualità che la rende di molto superiore rispetto ad un’altra.


Hara è una parola giapponese e letteralmente significa “L’uomo che possiede il ventre”. Si può ben intendere che non ci si riferisce ad una caratteristica anatomica citando il ventre ma come descritto prima ad una qualità nell’agire e nell’essere in ogni momento.Con Hara dunque ci riferiamo alla nostra parte istintiva, intuitiva che se presa in considerazione in ogni aspetto della nostra vita ci può portare a sentire cosa è meglio per noi e portarci a comprendere cosa veramente desideriamo.

Nel trattamento Shiatsu sperimento in ogni momento la qualità della mia Hara che mi aiuta a percepire l’energia che scorre in un canale, la collocazione esatta di un punto, a cogliere la condizione energetica di vuoto e di pieno. Senza la percezione di Hara un trattamento non ha la stessa capacità di giungere laddove è necessario o è possibile arrivare.


Karlfried Von Durckheim filosofo, psicologo e maestro Zen ci regala questa magnifica definizione di Hara


“...questo ancorarsi nel Centro assicura all’uomo una forza che lo mette in grado di padroneggiare l’esistenza in modo diverso da quanto gli sarebbe possibile per mezzo del solo ‘Io’. E’ una forza che sostiene e che rinnova l’essere in maniera misteriosa, una forza che ordina e che dà forma, che risolve e rende interi, che unifica.”


Ritroviamo Hara e tutto ciò che significa in tutto il mondo orientale e in diverse pratiche di riequilibrio energetico. Nello Yoga parliamo di Manipura, nelle pratiche di riequilibrio energetico del femminile parliamo di Grembo, nello Sciamanesimo troviamo il femminino sacro. Tutti questi mondi diversi ma simili ci ricordano “di ripartire dal nostro Centro per trovare la nostra via di guarigione”





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